lunedì 31 dicembre 2012

Alan Scaffardi all'Atelier


Altro video del concerto di Alan Scaffardi a Palermo. Grande successo del cantante di Parma all'Atelier.

Alan Scaffardi a Palermo


Ipse Dixit ha organizzato per il 21 dicembre 2012 il concerto di Alan Scaffardi all'Atelier di Palermo.

mercoledì 26 dicembre 2012

Conflitto di attribuzioni tra il Quirinale e la Consulta

Tornando sul conflitto che vede protagonisti il Presidente della Repubblica e la Procura di Palermo, mi rifaccio ad un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano. In esso, viene intervistato l'avv. Alessandro Pace, professore emerito di Diritto Costituzionale e difensore della Procura di Palermo nel conflitto di attribuzioni sollevato dal Quirinale di fronte alla Consulta. Il Prof. Pace spiega che la norma citata dalla Corte Costituzionale non esisteva nel luglio scorso quando fu sollevato il conflitto. La sua tesi è che non spettava alla Procura di Palermo di omettere di chiedere al giudice di disporre l’immediata distruzione delle intercettazioni. La Procura, infatti, non l’ha fatto perché, ai sensi dell’art. 268 cpp e dell’art. 271 cpp, il GIP, prima di disporre la distruzione delle intercettazioni, deve necessariamente sentire le parti in contraddittorio. Questa è l’interpretazione che viene data dalla Corte di Cassazione alla luce degli artt. 111 Cost., che prevede il principio del contraddittorio, e dell’art. 24 Cost., che prevede il diritto alla difesa. La Procura di Palermo, quindi, ha pienamente rispettato la legge vigente prima del ricorso del Presidente della Repubblica.
La Corte Costituzionale, invece, ha dettato una nuova norma valida nei confronti della sola Procura di Palermo in forza della quale questa dovrà trasmettere immediatamente al GIP la documentazione relativa alla registrazione senza che le altre parti ne abbiano contezza ma al solo fine di consentire al GIP di ordinarne la distruzione.
Tuttavia, poiché il GIP non è vincolato dalla sentenza della Corte, potrebbe o dar luogo al contraddittorio o sollevare la questione di costituzionalità sull’art. 271 cpp così come interpretato dalla Corte.
La Corte Costituzionale, a proposito dell’immediata distruzione cita l’art. 271, III comma cpp.
Nello specifico, secondo l’avv. Pace, non si dovrebbe applicare né l’art. 271, I comma, che sancisce l’inutilizzabilità delle intercettazioni eseguite nei casi non consentiti (perché esiste il divieto di intercettazioni dirette a danno del Presidente della Repubblica previsto nell’art. 7, III comma della legge n. 219/1989 ma non esiste nel nostro ordinamento alcun divieto di intercettazioni indirette) né il secondo comma nel quale si allude al divieto di intercettare le conversazioni avvocato – cliente, ministro di culto – fedele e così via (perché in questo caso non si può sostenere che vi possa essere un’analogia tra il Capo dello Stato ed un avvocato ed un sacerdote). Infatti, per quanto riguarda la legittimità delle intercettazioni indirette, questo principio è stato confermato dalla stessa Corte Costituzionale nella sentenza n. 390/2007 con riferimento alle intercettazioni dei parlamentari interpretando l’art. 68 Cost. E lo si deve ripetere anche per il citato art. 7 della legge n. 219/1989 per la semplice ragione che le intercettazioni casuali come quelle indirette costituiscono un caso fortuito ed i fatti fortuiti non possono essere né imposti né vietati. Se ne possono disciplinare le conseguente ma non i fatti in sé e per sé.

martedì 25 dicembre 2012

La guerra tra poteri dello Stato.

Il 2012 ci ha lasciato parecchie cose da ricordare. Ciò che mi ha particolarmente interessato, in quest'anno, è il conflitto che ha riguardato il Presidente della Repubblica e la Procura di Palermo. Oggetto del contendere è stata l'intercettazione indiretta del Capo dello Stato. Quindi, il grande dilemma: è possibile intercettare, anche se non direttamente, la massima autorità politica dello Stato?
Chiariamo: la voce del Presidente della Repubblica non è mai stata trascritta. Le quattro telefonate che Napolitano ha avuto con l’On. Nicola Mancino tra il dicembre 2011 ed il febbraio 2012 non sono mai state riversate su carta ma sono contenuti in un paio di DVD chiusi in una cassaforte in Procura.
Ma ci si chiede, perché quelle intercettazioni? Perché la Procura di Palermo le aveva richieste non solo nei confronti del ministro Mancino ma anche di altri protagonisti dell’indagine sulla trattativa come l’ex ministro della Giustizia, Giovanni Conso, per evitare che i testimoni potessero concordare tra di loro versioni di comodo, depistando le indagini.

L'ex ministro dell'interno, Nicola Mancino, esasperato dal timore di finire sul registro degli indagati della Procura di Palermo, tempestava di telefonate il Quirinale con richieste di continue protezione e copertura istituzionale. I PM titolare dell’indagine sulla trattativa, ossia i dottori Di Matteo, Sava, Ingroia e Guido ritengono questi file penalmente irrilevanti e si concentrano, invece, su altre intercettazioni che riguardano l’ex Ministro Mancino ossia quelle tra quest’ultimo e D’Ambrosio, il consigliere di Napolitano, il quale offre a Mancino una serie di preziose informazioni. Si parla della competenza dell’indagine sulla trattativa, della necessità di coordinare le visioni giuridiche delle procure interessate (Palermo, Firenze, Caltanissetta) e della possibilità di arrivare ad un’avocazione, ovvero di strappare l’inchiesta al dott. Ingroia ed ai suoi colleghi.
Questi DVD usciranno, a questo punto, solo per essere consegnate al GIP che dovrà distruggerle rifacendosi alla norma richiamata nella sentenza della Corte Costituzionale: l’art. 271 cpp che, però, si riferisce alle conversazioni che riguardano il segreto professionale e non interessa la figura del Capo dello Stato e che prevede, inoltre, il contraddittorio delle parti.

lunedì 3 gennaio 2011

U sfuncionello

“Accattativi u spincionello, ciambelle”. “Coccobello”. “Acqua minerale, birra agghiacciata”. Storico abbannio da litorale che paga il dazio delle modernità coi coreani che girano proponendo massaggi o tatuaggi.
La conca d’oro del golfo va dal curvone dell’Addaura fino alla Torre, un promontorio appena sopra il pelo dell’acqua che fa da separé tra la spiaggia ed un altro piccolo golfo scosceso ché si ferma sotto gli strapiombi di Capo Gallo. Come se quelle insenature scogliose ci tenessero a separarsi da quella spiaggia vanitosa, orgogliosa della prorpia aperità.
La conca è come la mano di un cercatore del Klondike che ha trovato un mucchio di polvere d’oro e, tra la polvere, pure una pepita, lo Stabilimento, la costruzione che affonda le sue palafitte nell’acqua bassa e trasparente, circondato di bandiere, vestito di vetrate e di tufi abbaglianti con le porticine verdi degli spogliatoi che ne seguono il perimetro, trionfo del Liberty, ex sede del Charleston che fu il ristorante dei ricchi.

Le ali sulle città

Un giorno il re ordina al ministro di riunire in piazza tutti coloro i quali, nel rego, sono ciechi dalla nascita.

Il ministro esegue ed il re, raggiunta la piazza, comanda alle guardie che venga introdotto un elefante. Invita, quindi, i ciechi ad avvicinarsi e toccare l’animale. A quel punto, il re chiede cos’è un elefante. Il cieco che ha toccato le orecchie afferma che è un ventaglio ruvido e spesso, quello che ha toccato una zampa dice che è una colonna, chi ha toccato le zanne risponde che è una lancia, il cieco che ha toccato la coda spiega che è una cordicella.

In fondo al gruppo di ciechi che circondano l’elefante ce n’è uno che, senza potersene accorgere, è rimasto qualche passo indietro. All’ordine del re di toccare l’elefante si sporge anche lui in avanti, allunga un braccio, apre la mano, brancola un poco e stringe tra le dita un pugno d’aria. Il suo elefante è un sentire qualcosa che manca.

Ogni punto di vista ci consente una lettura delle cose e, contemporaneamente, se non ci preoccupiamo di immaginarne altre, a quella lettura ci inchioda.

martedì 24 febbraio 2009

Chi sono.

"Venite padri e madri
da tutto il Paese
e non state a criticare
quello che non riuscite a capire
i vostri figli e le vostre figlie
sono al di là di quel che comandate
la vostra strada
sta invecchiando in fretta
per favore fate posto alla nuova
se non riuscite a dare una mano
perché i tempi stanno per cambiare"
The times they are a - changin
di Bob Dylan, 1964